Crocetta: Nuova Ordinanza Rifiuti dell’11 Luglio – “Sanzioni ai Comuni che non differenziano”.

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Ed eccola l’ultima ordinanza di Crocetta, datata 11 luglio 2016, in cui ancora una volta si grida ai Comuni isolani di avviare e potenziare la raccolta differenziata nei rispettivi territori: “con le misure dei prossimi giorni e i provvedimenti sulla differenziata – afferma Crocetta – dimostreremo che nonostante le difficoltà ereditate dal passato, governiamo processi difficili con decisione e determinazione”.

Intanto i Comuni sono completamente in tilt a causa dei limiti di conferimento in discarica, imposti dal Governo Regionale stesso, trovandosi a dover combattere contro montagne di rifiuti gettati in strada, dati alle fiamme o preda di topi, cani e gatti. Sembra di vivere una soap opera, in cui un Governo Regionale, che fino ad oggi non ha mosso un dito per imporre la raccolta differenziata, vuole inculcare in qualche mese la cultura di differenziare nella cittadinanza isolana, dall’altra i Comuni che invece di rimboccarsi le maniche e aprirsi a chiunque possa agevolare la cultura della raccolta differenziata (scuole, terzo settore, imprese private, etc) si chiude nelle proprie stanze con i rispettivi Dirigenti e Segretari per studiare documenti (e a loro volte ordinanze) prive di significato pratico in quanto o ricalcano regolamenti e disposizioni vecchie di anni oppure hanno carattere punitivo nei confronti del cittadino che poco differenzia.

In quest’ultima Ordinanza, all’art. 4, si Ordina ai Comuni di non conferire in discarica sfalci di potature del verde pubblico e privato; tutti penserebbero che come prima cosa un Comune si metta in contatto con vivai e imprese agricole del proprio territorio al fine di favorire lo sviluppo di piccoli Centri di compostaggio situati in zone rurali e non, dato che attraverso processi del tutto naturali se ne trarrebbe compost. Ma nessuno lo ha fatto e nessuno lo farà, non per motivi burocratici (in quanto le ordinanze se ben utilizzate permettono ai Sindaci di operare in uno stato di urgenza e necessità in grado di superare tanti cavilli legali) e neanche per motivi economici (costa ed è costato molto di più conferirli in discarica per anni), la motivazione è data dall’apatia politica e sociale in cui si vive, di cui lo strumento legale della “proroga” ne è l’emblema.

Ancora all’art. 4 si Ordina ai Comuni di non far conferire i rifiuti differenziati alle attività commerciali che dovranno organizzarsi autonomamente con soggetti privati autorizzati, aspetto questo che se rispettato porterebbe ad un aggravio dei costi per le imprese, ma almeno si avrebbe un servizio efficiente dove gli imballaggi terziari recuperabili non andrebbero in discarica come succede oggi.

La Giunta regionale ha pure approvato l’istituzione dell’ufficio speciale per la differenziata. L’ufficio, sotto il coordinamento della Presidenza della Regione e del Dipartimento Acqua e rifiuti, opererà come supporto alle amministrazioni comunali per la corretta impostazione e la piena attuazione degli obiettivi di incremento della raccolta differenziata. Ma in quali tempi? Un sistema politico che tiene in piedi operando “di proproga in proroga” in tutti i settori, senza capire che una volta coperti tutti i buchi e le cavità naturali di immondizia, le proroghe non servono più; copriamo le strade, le campagne e perchè no dato che abbiamo la fortuna di vivere in un’isola: gettiamoli a mare. Condividiamo il pensiero di Gianfranco Zanna, presidente regionale Legambiente Sicilia – “Tante discussioni, inutili polemiche, divisioni tra correnti di partito, per poi produrre una nuova ipotesi di legge che ricalca in buona sostanza quella che c’è già: è da mesi che andiamo ripetendo che la legge 9 del 2010 è una buona legge, ha bisogno solo di qualche piccola modifica e di essere finalmente applicata (non a caso già prevedeva 10 Ato). Non si perda più tempo, si portino i rifiuti fuori dalla Sicilia, – spiega – per fermare l’emergenza causata dalle discariche sature, per cominciare ad applicare un serio piano di gestione dei rifiuti fondato sulla raccolta differenziata”.

Si continua a gettare in discarica l’oro ed invece di pensare subito ad azioni pratiche e concrete, non punitive o ripetitive di regolamenti vecchi di anni, che favoriscano la raccolta differenziata attraverso il meccanismo dell’incentivo ai cittadini ed ai Comuni virtuosi, si continuano a dare incentivi ai proprietari delle discariche ed ai loro conferitori!

Noi di ecoSIMARA siamo qui, già pronti, i primi ecocompattatori incentivanti sono partiti sul territorio del Comune di Ragusa e a breve si espanderanno in tutta la Provincia: la Rivoluzione sostenibile è iniziata.

RIFIUTI E RACCOLTA DIFFERENZIATA – TEMPO SCADUTO PER I COMUNI SICILIANI.

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Tempo scaduto per le deroghe concesse dal Governo centrale ai Comuni della Regione Siciliana in ambito gestione rifiuti.

Il 7 giugno 2016, il Governatore Rosario Crocetta ha firmato una nuova ordinanza (su specifica richiesta del Governo Nazionale) per dare un’impostazione più strutturata alla gestione dei prossimi sei mesi, vale a dire fino al 30 novembre.

“Il diktat più imperioso – afferma Crocetta illustrando ieri l’ordinanza – lo detterò io nei confronti dei comuni che non si allineano sulla differenziata: o si allineano, o prenderò provvedimenti”.

L’ordinanza in oggetto (scaricabile integralmente dal link di cui sotto), che verrà comunicata già in queste ore ai Sindaci, Assessori all’ambiente e dirigenti del settore, pone prioritaria importanza riguardo l’abbattimento della produzione di rifiuti accompagnato da un aumento del +3% della raccolta differenziata entro il 30 agosto 2016 ed un ulteriore +3% entro il 30 novembre 2016 pena il commissariamento degli stessi in ambito ambientale.

La maggiorparte dei Comuni siciliani hanno raggiunto aumenti di 6 punti percentuali in circa 10 anni, l’ordinanza chiede di dimostrarlo con azioni concrete (non sulla carta) entro 6 mesi a partire dal 7 giugno.

Viene dettato nell’ordinanza un bisogno (art. 3 e 4 pag. 30-34), derivante dalla situazione di emergenza delle discariche siciliane, di andare oltre ai clientelismi tipici della gestione di questo settore attraverso il coinvolgimento di tutti “i soggetti potenzialmente attivabili sul territorio” compresi i soggetti del terzo settore (associazioni, cooperative, enti benefici, etc).

Il progetto proposto da noi di Ecosimara in collaborazione con Riciclia Srl riguarda l’ormai rodato sistema degli ecocompattatori incentivanti, in grado a costo zero per le amministrazioni aderenti, come dimostrabile nei Comuni dove già attivi, un incremento della percentuale di raccolta differenziata nel giro di qualche mese.

I Comuni siciliani, Sindaci, Assessori e cittadini, questa volta dovranno davvero intraprendere una strada verso la modernizzazione del proprio ciclo, ma è un percorso inevitabilmente lungo e durante il quale, a quanto pare, resterà in bilico tra commissariamento e stato di emergenza.

Noi della Cooperativa Ecosimara siamo disponibili a costo zero a venire incontro a tutte le Amministrazioni pubbliche, che in vista di quest’ordinanza dovessero avere impellente bisogno di sistemi dimostrabili in grado di aumentare e migliorare le percentuali di raccolta differenziata nei propri territori.

Ordinanza Rifiuti – Regione Sicliana – 7 Giugno 2016

Cresce la raccolta dei RAEE

Cresce la raccolta dei Raee

Per il secondo anno consecutivo, a dispetto della crisi economica, la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) porta a casa il segno più. Sebbene negli ultimi anni le difficoltà dell’economia abbiano inciso sui consumi e, di riflesso, sui numeri di raccolta dei «tecno-prodotti» giunti a fine vita, nel 2015 la raccolta dei Raee gestita dai Sistemi collettivi (i consorzi che raggruppano le imprese che si occupano della raccolta, del trasporto, del riciclo e recupero dei tecnorifiuti) ha fatto registrare un aumento dell’8%. Crescono del 2,76% anche i Centri di conferimento attivi sul territorio nazionale, arrivando a 3.906, con un miglioramento, dunque, del servizio per i cittadini che intendono smaltire correttamente i propri Raee. Sono i principali risultati dell’ottavo Rapporto annuale sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche presentato giovedì a Milano dal Centro di coordinamento Raee, l’organismo consortile che accorpa (e coordina) per l’appunto i vari Sistemi collettivi operanti.

cit. Silvana Saturno (Milano Finanza)

DAI RIFIUTI ELETTRONICI SI PUÒ ESTRARRE L’ORO CON L’ACETO.

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I circuiti stampati e altri rifiuti elettronici contengono componenti d’oro difficilmente recuperabili con metodi sostenibili. Ma da oggi cambia tutto.

Trasformare i rifiuti elettronici in oro. Ci sono riusciti i ricercatori dell’Università del Saskatchewan, in Canada, che hanno trovato un sistema veloce, economico e rispettoso dell’ambiente per estrarre questo prezioso metallo da apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita.
Oggi si utilizzano principalmente due procedimenti industriali per rimuovere l’oro dagli scarti elettronici:
– La pirometallurgia, cioè l’estrazione del metallo dai minerali con temperature superiori ai 1.000 °C. Si tratta di un metodo ad alta intensità energetica, costoso e impattante, dal momento che rilascia composti organici come le diossine.

– L’Idrometallurgia, o metallurgia per via umida, che impiega solventi liquidi per ottenere la separazione dei metalli dal minerale. Le soluzioni impiegate coinvolgono l’uso di cianuro, acido nitrico, acido cloridrico.

A seguito di questi trattamenti, il materiale che conteneva l’oro non è più recuperabile: un grosso problema per l’industria del riciclo, che si vede privata di molti rifiuti preziosi in un’ottica di economia circolare. La bella scoperta dei ricercatori canadesi permette, invece, di sottrarre il metallo al rifiuto di partenza, senza pregiudicarne il recupero.

Dai rifiuti elettronici si può estrarre l’oro con l’aceto. Il trucco è utilizzare una soluzione di acido acetico e un ossidante, che permette di sciogliere l’oro in appena 10 secondi e estrarlo dai circuiti stampati lasciando intatte le componenti in rame, nichel, ferro e altri metalli.
La tecnica può portare benefici economici incredibili: gli scienziati ritengono che, a fronte di un processo estrattivo tradizionale che costa 1.520 dollari per kg di oro, l’utilizzo dell’acido acetico abbatterebbe le spese fino a 66 dollari al kg. Ogni anno il mondo produce oltre 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Una quota in rapida crescita a causa dell’incessante innovazione tecnologica e dell’obsolescenza programmata che la alimenta, accorciando il ciclo di vita dei dispositivi elettronici. Data la carenza di metodi di riciclo adeguati, oltre l’80% di questi rifiuti finisce in discarica, con gravi problemi ambientali che potrebbero, d’ora in poi, essere via via risolti con una buona dose di aceto.

cit. Rinnovabili.it

Finalmente inventata la plastica riciclabile al 100%

Finalmente inventata la plastica riciclabile al 100

La plastica riciclabile al 100% può esistere. Lo affermano due scienziati della Colorado State University, che ha inventato quello che sostiene essere il primo biopolimero al mondo che può essere completamente riciclato. Il materiale può essere riconvertito al monomero originale, il Gamma-butirrolattone (GBL), senza lasciare rifiuti. È un poliestere che, semplicemente riscaldato per un’ora, si converte al suo stato molecolare originale, pronto per il riutilizzo. Utilizzato come solvente industriale per la produzione di plastica e pesticidi, il Gbl è utilizzato negli USA (ma anche in Italia) come stupefacente allucinogeno, che ha preso il nome di “droga dello stupro”.

Nella loro ricerca, Eugene Chen e Miao Hong hanno scoperto come creare materiali plastici definiti «veramente sostenibili». Si tratta di polimeri completamente rinnovabili e riciclabili. Il loro lavoro è stato salutato come una svolta che potrebbe portare al pensionamento di materiali a base di petrolio.

Il team ha potuto riconvertire il polimero attraverso un processo particolare. Per ottenerlo servono temperature sono molto basse (fusione a freddo), mentre per tornare al materiale originale serve un calore di 220-300 °C. Entro queste soglie è possibile un completo recupero termico del polimero.

Finalmente inventata la plastica riciclabile al 100 2«Più di 200 chili di polimeri sintetici vengono consumati ogni anno da una persona», ha affermato Eugene Chen. L’esperto ha poi sottolineato che tra tutte le plastiche biodegradabili esistenti, nessuna fino ad ora si è rivelata essere completamente riciclabile. In precedenza, infatti, le bioplastiche potevano essere sottoposte a recupero termico soltanto parziale.

Oggi ci sono diverse materie plastiche biodegradabili sul mercato, primo fra tutti un materiale a base di acido poliattico (PLA). Tazze, posate compostabili e confezioni vengono realizzate in PLA. Tuttavia, pur essendo biodegradabili, non sono veramente riciclabili perché non possono essere completamente riportate al loro stato monomerico originale senza formare altri sottoprodotti indesiderati.

La chiusura del ciclo tipica dell’economia circolare, dunque, si ha soltanto con il Gamma-butirrolattone testato dai due ricercatori del Colorado. Che si tratti di una innovazione potenzialmente decisiva è dimostrato dal fatto che Chen e Hong hanno ricevuto il Presidential Green Chemistry Challenge Award nel mese di novembre, dopo una pubblicazione su Nature Chemistry.

cit. Rinnovabili.it

Rotterdam: Solo asfalto riciclato nella pista ciclabile.

Solo asfalto riciclato nella pista ciclabile di Rotterdam 4

Una pista ciclabile con il 100% di asfalto riciclato. Nessuno ci è mai riuscito, ma la cittadina olandese di Rotterdam sarà la prima. Sono iniziati infatti i lavori per la costruzione della ciclovia, che dovrebbe utilizzare solo materiale di riciclo in ciascuno dei tre strati di cui si compone una pavimentazione stradale.

Al progetto lavorano congiuntamente la KWS Infra – ditta di infrastrutture locale specializzata in asfalti riciclati – e la Arizona Chemical, azienda americana specializzata nella produzione e bioraffinazione del tallolo. Esso è un liquido viscoso, di colore variabile dal giallo al marrone scuro, ottenuto come sottoprodotto del processo di lavorazione della polpa del legno delle conifere. Il nome deriva dal termine svedese tallolja, che significa “olio di pino”.

Solo asfalto riciclato nella pista ciclabile di Rotterdam 5Fino ad oggi, l’uso di materiali di riciclo negli asfalti di tutto il mondo è stata limitata a circa il 30% del totale. Il motivo? Percentuali maggiori non garantivano affidabilità e durabilità delle carreggiate, che rischiano crepe, sprofondamenti o deterioramenti anche dovuti all’impatto degli agenti atmosferici.

L’Arizona Chemical, tuttavia, ha sviluppato un composto bio-based  con proprietà ringiovanenti per l’asfalto, capace di rigenerare il bitume utilizzato nel mix. L’additivo, ricavato dal tallolo, sembra funzionare meglio di ogni altro emulsionante utilizzato prima d’ora nel riciclo degli asfalti. Alcuni test che usano questo agente ringiovanente hanno avuto successo impiegando il 70% di asfalto recuperato nel mix, più che raddoppiando dunque le percentuali fino ad oggi conosciute. Risultati simili sono attesi con i test che impiegano il 100% di pavimentazioni recuperate.

L’obiettivo è semplice: utilizzare la maggior quantità possibile di asfalto riciclato, in modo da abbattere le quantità che finiscono smaltite in discarica. Inoltre, non dovendo trasportare bitume fresco verso gli impianti di miscelazione riduce l’impronta di carbonio associata alla produzione di asfalto. Ciliegina sulla torta, tutto ciò si tradurrebbe in un notevole risparmio economico. Se la pista ciclabile di Rotterdam resisterà alla prova del tempo e all’usura, è possibile che l’asfalto riciclato al 100% diventi un modello estendibile su scala globale.

cit. (Rinnovabili.it)

Arriva dall’Islanda Trinity, la prima pala eolica portatile per ricaricare tablet e cellulari in un soffio di vento.

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Arriva dall’Islanda ed è disponibile in quattro misure e quattro colori (giallo, nero, rosso, blu): parliamo di Trinity, la prima pala eolica portatile. Attualmente in raccolta fondi con un goal di 50.000 dollari, prima della fine di settembre ha addirittura raddoppiato il traguardo.

Trinity monta batterie agli ioni di litio di derivazione automobilistica, è impermeabile, funziona con vento di velocità minima di 2 metri al secondo, dispone di prese universali e di una presa USB impermeabile, oltre a essere garantita due anni.

Trinity 50, il modello più piccolo della serie, permette 3/4 cicli di ricarica di uno smartphone; Trinity 2500, il modello più grande, permette 160/170 cariche.

Grazie all’app dedicata è possibile accendere e spegnere la pala, impostare il settaggio migliore in base alle condizioni meteo, controllare il ciclo di carica e accedere anche ai dati. Trinity è compatibile con la maggior parte delle marche di tablet e telefonini presenti sul mercato. Il suo costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 179 euro.

cit. http://www.rinews.it

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AL VIA LA SETTIMANA EUROPEA DEI RIFIUTI: “FARE PIU’ CON MENO”.

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Si terrà dal 21 al 29 novembre 2015, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, la settima edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che avrà come tema la dematerializzazione, ovvero come  “fare più con meno”.

La “Settimana” è nata all’interno del Programma LIFE+ della Commissione europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’Unione Europea e che gli Stati membri sono chiamati ad attuare.

Il crescente successo dell’iniziativa ha portato nel 2014 i 27 Paesi partecipanti a mettere in campo circa 12.000 azioni, di cui 5.643 solo in Italia (record europeo per il quarto anno consecutivo).
Anche per il 2015 l’obiettivo sarà coinvolgere il più possibile pubbliche amministrazioni, associazioni e organizzazioni no profit, scuole, università, imprese, associazioni di categoria e cittadini a proporre azioni volte a prevenire o ridurre i rifiuti a livello nazionale e locale.

Tema di quest’anno sarà la dematerializzazione, cioè la riduzione o l’eliminazione dell’uso di materiali nello svolgimento di una funzione, nell’erogazione di un servizio, e/o la sostituzione di un bene con un servizio. Un esempio è la digitalizzazione dei documenti e l’informatizzazione dei processi e delle comunicazioni (es. il pagamento di bollette online, l’acquisto di biglietti elettronici ecc.), ma anche la condivisione di uno stesso bene fra più persone con il conseguente passaggio dal possesso all’utilizzo (es. il car sharing). Alla dematerializzazione è indirettamente riconducibile anche il miglioramento dell’efficienza con cui si utilizzano le risorse materiali grazie, ad esempio, al riutilizzo di un bene, all’eliminazione o all’alleggerimento di un imballaggio ecc.

In Sicilia tanti appuntamenti eccoli: http://www.ecodallecitta.it/notizie/377116/serr-2013-in-sicilia-e-sardegna-le-azioni-di-riduzione-dei-rifiuti-nelle-isole/